
















Febbraio 2020, arriva in Italia, dalla Cina, un virus. Il COVID-19 detto anche "CORONA VIRUS". Dapprima epidemia, poi catalogata PANDEMIA. I sintomi sono febbre alta, tosse e difficoltà respiratorie. Urgono provvedimenti restrittivi urgenti, il Presidente del Consiglio intima a tutta la popolazione di stare a casa, non si può uscire se non per comprovate esigenze di lavoro o per fare la spesa e solo due volte a settimana. In tutti i supermercati, gli addetti controllano la temperatura corporea a chiunque, obbligo di circolare con mascherine protettive e di restare a distanza minima di un metro l'uno dagli altri. Divieto di assembramento, locali adibiti alla ristorazione chiusi e controlli a tappeto da parte delle forze dell'ordine. Un grave problema sia a livello economico che sociale. Negozi chiusi forzatamente, un danno economico per le famiglie italiane che non troverà soluzione molto facilmente. Viene creato un hastag sui social #iorestoacasa per incentivare le persone a non uscire e tutti in rete si mobilitano per rendere meno difficile la quarantena, io intanto fotografo la mia reclusione. La primavera sboccia come forse non aveva fatto mai, o forse solamente adesso tutto mi sembra amplificato per via della situazione. Un pomeriggio si alza il vento e lo vedo come un buon auspicio, come se quelle raffiche potessero portare via tutto, come a spegnere le candeline su una torta di compleanno esprimendo un desiderio. 207.000 casi totali di infezione solo in Italia e 28.000 deceduti al 1° Maggio, e ancora non è finita. Io nel frattempo sono in compagnia di "CESIRO", il pesce rosso, e in questo periodo ho capito cosa può provare lui restando nella sua boccia di vetro.