"PERPETUO"
Perpetuo è un insieme di sensazioni, è una riflessione sulla vita, che scorre con le stesse dinamiche, sempre. Nasci, e da quel momento tutto si ripete, ti svegli, mangi, lavori, dormi. Siamo "costretti" in una ripetitività che non finisce mai, fino alla fine dei nostri giorni. Il mare come esempio, perchè lui ha il potere di cancellare tutto, i segni che tu lasci sulla sabbia lui li cancella, non ti permette di lasciare dei ricordi non suoi, mentre invece noi possiamo e ci prendiamo il diritto di portare via ciò che gli appartiene e che fa parte del suo habitat. Portiamo a casa le sue conchiglie per ricordarci di essere andati a trovarlo, lui invece sembra dire: "io mi ricorderò che sei stato qui, non serve che lo appunti sulla sabbia". È capace di regalarti la pace assoluta e di farti paura, in base all' umore, ma se lo sai prendere ti sarà sempre amico. È fonte di ispirazione più di qualsiasi altro elemento, in tanti hanno cantato e scritto di lui, ognuno ha descritto un lato del suo carattere. L' amore, la rabbia, la gioia, la malinconia. Anche lui è chiuso in un ciclo eterno, ammesso che ci sia veramente l' eternità, ma lo fa con le sue regole, decide di nascondere ciò che gli regaliamo, quasi a voler tenere stretto quello che gli imponiamo con il nostro essere "evoluti" ma senza sporcare la sua facciata, ogni tanto penso che voglia proprio nascondere agli occhi le porcate che facciamo. Il mare nasconde e rivela, quando lo decide e senza chiedere consigli, lui è libero, è benvoluto da tutti e nessuno può criticarlo per le sue decisioni. Non è solo acqua salata, ti mette alla prova, e se la superi saprete rispettarvi a vicenda. Come nella vita, impara a conoscere chi hai davanti, e imparerai a rispettarlo senza ferire la sua anima. Sempre, in un moto PERPETUO.
STRIPES
A volte la fotografia è ossessione, ci sono momenti in cui mi fermo e guardo un dettaglio che può diventare una fissazione. In queste fotografie mi ha colpito la calza dell'martista di strada, mi sono seduto a guardare e da lì è cominciato il mio gioco. Ho visto la prima maglia a righe che si intonava alle calze, poi una dietro l'altra una sequenza di righe, righe dappertutto. Alla fine questo il risultato, una serie di soggetti che mi hanno offerto la possibilità di terminare il gioco. In questo gioco non si vince, si soddisfa il proprio desiderio di mettere su carta i propri pensieri.
MOONFLOWER
"Moonflower" nasce dall' osservazione dei campi di girasoli in estate, quando tutto è colorato e "gialleggia" nei campi. Ho comprato un girasole per mia moglie e con il tempo restavo ad osservarlo, tutti i giorni, tutte le settimane lo vedevo cambiare, la natura stava facendo il suo corso. Vi è mai capitato di avere un periodo down? un periodo in cui hai solo bisogno di persone vicine che capiscano i tuoi problemi e che ti aiutino a superarli. Quindi riflettevo su questi girasoli, che appassiti, si sono stretti in un abbraccio senza comporli, li ho appoggiati sul set e la scena è venuta fuori da sola. Oggi vedo tanta superficialità, nel lavoro, nei rapporti tra coppie, nella vita quotidiana. Sentivo la notizia di quel ragazzo morto il 25 gennaio a Torino nell' indifferenza più totale, la sua unica colpa è stata essere caduto in bicicletta, anzi non si può parlare di indifferenza perchè lo hanno pure derubato e un' altra macchina lo ha quasi schiacciato. Se questo è il futuro che aspetta i nostri figli, preferisco buttare fuori tutte le mie frustrazioni e sfogarmi pubblicamente senza compromessi. Oggi vedo tanta superficialità, nel lavoro, nei rapporti tra coppie, nella vita quotidiana. Sentivo la notizia di quel ragazzo morto il 25 gennaio a Torino nell' indifferenza più totale, la sua unica colpa è stata essere caduto in bicicletta, anzi non si può parlare di indifferenza perchè lo hanno pure derubato e un' altra macchina lo ha quasi schiacciato. Se questo è il futuro che aspetta i nostri figli, preferisco buttare fuori tutte le mie frustrazioni e sfogarmi pubblicamente senza compromessi. Se questo può servire, facciamolo tutti e ascoltiamoci veramente. Nel lavoro c'è ormai poca empatia, scrivi delle mail e non ottieni risposta, fissi appuntamenti e poi hanno altro a cui pensare. Ho fissato tre appuntamenti di lavoro con la stessa persona che poi doveva assentarsi un' oretta proprio nel momento del mio arrivo, ma questa è serietà? Si è persa la voglia di dedicare del tempo a una risposta, è come se tu mi stessi parlando e io di punto in bianco me ne andassi, o mi girassi dall'altra parte. Ci vogliono 5 minuti per rispondere ad una mail o ad un messaggio, una volta era più complicato, non c'era la tecnologia a portata di mano, ma ora sembra che nessuno abbia più tempo da dedicare a ciò che non interessa, io propongo, tu mi rispondi che non sei interessato e io me ne faccio una ragione. Questi girasoli rispecchiano ciò che penso della situazione attuale. Sono realista e trovo questo momento storico "appassito" poco produttivo e molto superficiale, si sgomita per fare "a chi ce l'ha più grande" e si pensa molto poco alla crescita personale, interiore. Si risponde sempre "va tutto bene", poi invece abbiamo qualcosa dentro che ci logora piano piano, e ci conviviamo senza un' alternativa che non sia uno psicologo (pagato per ascoltarti). Un abbraccio cercato e non corrisposto. Basterebbe molto poco per aiutarsi, un gesto di avvicinamento per poterci salvare da questa situazione, che molto spesso, non sentiamo nostra ma che alla fine riguarda tutti, e in questi girasoli vedo tutto ciò che ho appena spiegato, nonostante siano appassiti sembrano comunque cercarsi e alla fine trovarsi. Questa è una riflessione sul tempo che passa, e su come con il tempo certe cose possano cambiare, gesti, atteggiamenti, parole. Tutto si modifica e forse è cambiato anche il modo di approcciarsi alla gente e io probabilmente sono rimasto un po' indietro. Non saprei.
COVID-19
Febbraio 2020, arriva in Italia, dalla Cina, un virus. Il COVID-19 detto anche "CORONA VIRUS". Dapprima epidemia, poi catalogata PANDEMIA. I sintomi sono febbre alta, tosse e difficoltà respiratorie. Urgono provvedimenti restrittivi urgenti, il Presidente del Consiglio intima a tutta la popolazione di stare a casa, non si può uscire se non per comprovate esigenze di lavoro o per fare la spesa e solo due volte a settimana. In tutti i supermercati, gli addetti controllano la temperatura corporea a chiunque, obbligo di circolare con mascherine protettive e di restare a distanza minima di un metro l'uno dagli altri. Divieto di assembramento, locali adibiti alla ristorazione chiusi e controlli a tappeto da parte delle forze dell'ordine. Un grave problema sia a livello economico che sociale. Negozi chiusi forzatamente, un danno economico per le famiglie italiane che non troverà soluzione molto facilmente. Viene creato un hastag sui social #iorestoacasa per incentivare le persone a non uscire e tutti in rete si mobilitano per rendere meno difficile la quarantena, io intanto fotografo la mia reclusione. La primavera sboccia come forse non aveva fatto mai, o forse solamente adesso tutto mi sembra amplificato per via della situazione. Un pomeriggio si alza il vento e lo vedo come un buon auspicio, come se quelle raffiche potessero portare via tutto, come a spegnere le candeline su una torta di compleanno esprimendo un desiderio. 207.000 casi totali di infezione solo in Italia e 28.000 deceduti al 1° Maggio, e ancora non è finita. Io nel frattempo sono in compagnia di "CESIRO", il pesce rosso, e in questo periodo ho capito cosa può provare lui restando nella sua boccia di vetro.
LA MIA FINESTRA SUL MONDO
Appena sveglio la prima cosa che vedo è la mia finestra, vedo la luce che filtra dalle tapparelle e intuisco che giornata sarà decidendo come affrontarla. Ad una certa ora mi fermo, mi affaccio alla finestra e osservo ciò che mi si para davanti. Quel momento è un rito, fumando una sigaretta penso a come sono arrivato ad affacciarmi a quella finestra e a quante finestre ho vissuto prima di quella. Ho conosciuto tante persone, ho condiviso letti, cucine, piatti di pasta, stanchezza e gioia. Attimi su un balcone sorseggiando caffè parlando di vita. Nel periodo del lockdown a causa del covid-19 ho visto animali prendere possesso dell'ambiente urbano, li ho visti avventurarsi timidamente in posti di solito trafficati e quindi a loro inaccessibili. Guardando dalla finestra vedo il traffico e penso a come abbiamo fatto ad arrivare a tutto questo. Affacciato alla mia finestra sento le notizie sulla guerra che arrivano dalla televisione e penso a quanto sono fortunato. Affacciato alla mia finestra a volte ho pianto. Ad una certa ora non c'è un orario, mi affaccio quando ne sento il bisogno. Dalla mia finestra vedo gente che viene e che va, dalla mia finestra ho sentito la malinconia del Natale. Ho visto nevicare, ho visto la primavera sbocciare come da copione, alberi, piante e paesaggi cambiano, vedo il tempo passare inesorabilmente e neanche una pandemia può fermarlo. Davanti alla mia finestra ci sono delle gru che svettano tra gli alberi. Le guardo e mi chiedo perché condividano gli stessi spazi. Gli alberi nascono e crescono seguendo il ritmo naturale della vita, gli uomini costruiscono a scapito di quegli alberi che troppo spesso danno fastidio al percorso evolutivo dell'essere umano. Dalla mia finestra continuo a sentire le notizie del telegiornale e ripenso a chi mi dice che non dovrei ascoltarle perché i media mi manipolano. Dalla mia finestra ho esultato pensando al miracolo degli atleti italiani alle Olimpiadi e per il successo agli Europei di calcio della Nazionale. Dalla mia finestra ho sorriso. Dalla mia finestra penso ad un mondo che vive sui social e di quello che scrivo e delle foto che scatto non frega nulla, guardo dal balcone e vedo bambini giocare al parco, sento le loro voci e noto la purezza dei loro gesti, non hanno colore non hanno malizia, vogliono solo essere felici. Un saluto dalla mia finestra, avanti il prossimo.
smoke
Ho cominciato a fumare presto, avevo 14 anni circa e l'ho fatto semplicemente per essere figo. Magari per avere più possibilità con le ragazzine della mia età e comunque non è servito a nulla. Il resto sul mio blog. Giusto il tempo di una sigaretta.
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